Anziani, invecchiamento e benessere

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Nel nostro Paese gli over 65 sono il 22% della popolazione. Secondo gli ultimi dati Istat ci sono 157,7 anziani ogni 100 giovani. Nel 2050 saranno il 34,4 % della popolazione. Una persona su tre avrà più di 65 anni. Quella di arrivare a 65 anni e avere almeno altre due decadi di vita sta diventando, per la prima volta, una prospettiva alla portata della maggioranza della popolazione. Ci troviamo di fronte ad una epidemia di invecchiamento.

Potremmo pensare l’invecchiamento della popolazione con due facce, come la Luna.

Quella illuminata è la sfida positiva posta dalla longevità. Che ci incentiva a spostare sempre più avanti con l’età le potenzialità di essere e agire in benessere.

La parte oscura è il resto. L’aumento di anziani con diverse malattie croniche. L’aumento relativo dei più anziani in condizione di passività e fragilità. L’isolamento e il decadimento cognitivo.

Da una parte le politiche per i giovani anziani devono mirare a favorire un loro protagonismo attivo nella società e nel mondo del lavoro. La crescita della componente dei grandi anziani fa invece lievitare la spesa sanitaria. In particolare per la cura delle cronicità. La domanda di cura all’interno della famiglia. La difficoltà crescente di molte famiglie a far fronte a queste nuove necessità.

Anziani e malattie croniche

Uno studio molto importante realizzato attraverso i dati raccolti dai medici di base ci dice che gli anziani presentano per il:

  • 90% una malattia cronica
  • 65% 2 o più malattie croniche (associate all’assunzione di numerosi farmaci da 3 a 10)

Sono le malattie croniche associate all’invecchiamento:

Viviamo più a lungo. Ma molto spesso non in salute. bensì tra ospedali, visite mediche, farmaci, interventi chirurgici, sofferenza fisica. A cui si associa sofferenza psicologica: malessere, ansia, depressione.

Tutte queste malattie hanno una base metabolica cellulare comune. Dovuta al nostro stile di vita caratterizzato da una cattiva alimentazione, sedentarietà e malessere psicologico.

Anziani e stile di vita

Attualmente l’unica possibilità di prevenire queste malattie croniche e rallentare l’invecchiamento è intervenire sullo stile di vita.

Prendersi cura del proprio stile di vita.

Lo stile di vita è la sintesi dei modi con cui ci rapportiamo con noi stessi (autostima, umore). Con gli altri (amore, amicizia, lavoro, disponibilità, fede, ostilità). Con i problemi (serenità, ansia, stress).

Del tipo di dieta (quantità e qualità degli alimenti), delle abitudini voluttuarie (fumo, alcol, caffè, droghe).

Dell’attività fisica, della gestione del tempo libero, dell’ambiente in cui viviamo.

Uno stile di vita erroneo accelera il processo dell’ invecchiamento. In questo modo aumenta il rischio di sviluppare malattie croniche alla lunga invalidanti.

Riducendo l’aspettativa e la qualità della vita. Mentre uno stile di vita ottimale favorisce il mantenimento dello stato di salute. Contrasta la comparsa di malattie. Rallenta l’invecchiamento e contribuisce a raggiungere la longevità.

In questo contesto diventa fondamentale l’educazione alla salute e, in particolare, l’educazione all’invecchiamento attivo. Promuovere uno stile di vita idoneo all’età senile.

Educazione all’invecchiamento attivo

È perciò opportuno diffondere presso la popolazione, non soltanto anziana, l’educazione all’invecchiamento. Mediante interventi intesi a divulgare le norme per un’anzianità attiva ed ancora creativa. In particolare i cittadini debbono essere sensibilizzati alle importanti tematiche del benessere e dell’invecchiamento attivo.

Attraverso la diffusione, sotto la collaudata formula del “decalogo”, di alcune regole. Apparentemente semplici ma in realtà di indubbio vantaggio ai fini educativi e preventivi.

Già nel 1999 l’Organizzazione Mondiale della Sanità propose alla platea internazionale lo slogan “Active aging” (invecchiamento attivo).

Con questa definizione si invita tutta la società a un cambiamento di paradigma. Spingendo verso un concetto positivo dell’invecchiamento. Definendo l’invecchiamento sano e attivo come un processo che permette agli individui di realizzare il proprio potenziale per il benessere fisico, sociale e mentale attraverso l’intero corso dell’esistenza.

Di prendere parte attiva alla società. Fornendo loro al contempo protezione, sicurezza e cure adeguate quando necessitino di assistenza.

L’invecchiamento non è una malattia. Con un adeguato stile di vita, nell’ambiente domestico adatto e con un’assistenza adeguata diventa una grande opportunità per vivere in benessere una vita sempre più lunga.

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