Una nuova medicina per una vita sana e lunga

Una nuova medicina per una vita sana e lunga

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Per poter vivere a lungo e sani è ormai necessaria una nuova medicina. Generalmente il medico arriva. Fa ascolta i nostri sintomi e fa una visita accurata. Magari prescrive esami diagnostici anche molto all’avanguardia. Fa quindi la diagnosi.

Infarto del cuore. Oppure cancro all’intestino. Quindi la cura.

Posizionamento di uno o più stent alle coronarie del cuore. Asportazione del cancro. Cure impegnative. Che però non guariscono. Non guariscono le condizioni che hanno portato all’infarto. Ne quelle che hanno portato al cancro. L’unica speranza. Per il cancro è di non avere metastasi a breve termine. Per l’infarto di curarsi bene per non avere di nuovo infarti a breve termine.
Con la medicina siamo a questo punto.

Importante sicuramente. Ma non sufficiente.

Anche perché la ricerca scientifica degli ultimi 50 anni ci mette a disposizione le conoscenze per prevenire quasi tutti gli infarti e la gran parte delle forme di cancro.

Ma andiamo con ordine. Partiamo dalla situazione attuale, dello stato di salute che ci attende nella nostra vita.

L’epidemia di invecchiamento

Nel mondo ricco assistiamo ad una vera e propria epidemia di invecchiamento. Viviamo sempre più a lungo.

Nel 1900 l’aspettativa di vita media era di 45 anni. Oggi è raddoppiata. E’ di 84 anni per le donne e di 80 per gli uomini in Italia.

Nel nostro Paese gli over 65 sono il 22% della popolazione. Nel 2050 saranno il 34,4 % della popolazione. Una persona su tre avrà più di 65 anni.

Quella di arrivare a 65 anni e avere almeno altre due decadi di vita sta diventando, per la prima volta, una prospettiva alla portata della maggioranza della popolazione.

Fantastico! Però ci assale un dubbio: abbiamo aggiunto anni alla vita. Che tipo di vita ci aspetta in questi anni in più?

Malattie croniche legate all’invecchiamento

Uno studio molto importante realizzato attraverso i dati raccolti dai medici di base ci dice che gli italiani con più di 65 anni presentano per il:

  • 90% 1 malattia cronica
  • 65% 2 o più malattie croniche (associate all’assunzione di numerosi farmaci: da 3 a 10)

Sono le malattie croniche associate all’invecchiamento, tra le principali ricordiamo:

Sono malattie che si manifestano nella seconda parte della vita ma. Anche se tendono a presentarsi in età sempre più giovane.

I dati sono chiari. Viviamo più a lungo. Ma molto spesso non in salute.

Bensì tra ospedali, visite mediche, farmaci, interventi chirurgici, sofferenza fisica. A cui si associa sofferenza psicologica: malessere, ansia, depressione. Un crescente decadimento delle funzioni cognitive. L’ aumento della fragilità e dell’isolamento. Fino alla incapacità di vivere in maniera autonoma.

Cause di mortalità

Anche per le cause di mortalità abbiamo assistito ad una rivoluzione in questi 120 anni.

Nel 1900 si moriva fondamentalmente per le malattie infettive. Per le quali non c’erano terapie. Malattie infettive che spesso agivano su persone in stato di malnutrizione. Perché mangiavano poco, non c’era da mangiare. Ovviamente per la stragrande maggioranza della popolazione.

Oggi le principali cause di mortalità sono: cancro, malattie cardiache (infarto e scompenso cardiaco), diabete, demenze. Le malattie infettive causano il 2% delle morti.

Cosa ha reso possibile questa rivoluzione?

Diventa importante chiedersi cosa è cambiato in questi 120 anni.

Alla base di questi cambiamenti ci sono due fattori:

  1. il progressivo miglioramento delle condizioni economiche della popolazione
  2. le scoperte scientifiche applicate alla medicina

Elenchiamo alcune delle più importanti scoperte medico-scientifiche:

  • Vaccino contro vaiolo (Edward Jenner, 1796)
  • Anestesia chirurgica (Crawford Williamson Long, 1842)
  • Pulizia mani per prevenzione febbre/sepsi puerperale (Ignaz Semmelweis, 1845)
  • Clorazione acqua e prevenzione colera (William Cruikshank, John Snow, 1854)
  • Vaccino contro antrace & pastorizzazione latte (Louis Pasteur, 1881)
  • X-ray fotografia e radiologia (Wilhelm Conrad Roentgen, 1895)
  • Vaccino contro difteria e tetano (Adolf Emil Behring, 1901)
  • Gruppi sanguigni /trasfusioni (Karl Landsteiner, 1902)
  • Elettrocardiogramma (Willem Einthoven, 1903)
  • Vitamine (Frederick Gowland Hopkins& Christiaan Eijkman, 1912-29)
  • Insulina (Frederick Banting, 1920-23)
  • Penicillina (Alexander Fleming, Ernst Chain, Howard Florey, 1928-41) che entra in commercio dopo seconda guerra mondiale
  • Cortisone (Edward Calvin Kendall, Tadeus Reichstein, Philip Showalter Hench, 1949)
  • Streptomicina, primo antibiotico contro TBC (Selman Waksman, 1951)

Il progressivo miglioramento delle condizioni economiche della popolazione ha portato a grandi trasformazioni del nostro stile di vita.

Sono profondamente cambiate: alimentazione, fatica fisica e salute psicologica.

Alimentazione

Siamo passati dalla carenza di cibo all’abbondanza. Mangiamo tanto. Fino a qualche anno fa mangiare tanto era uno status symbol. In alcuni casi lo è ancora.

Mangiamo in modo completamente diverso. Alimenti sempre più raffinati, lavorati  e conservati. Ricchi di calorie e poveri di fibre. Alla base della nostra dieta ci sono proteine e grassi animali, zuccheri semplici e raffinati. Alimenti e bevande prodotti industrialmente. Ricchi di conservanti, additivi, coloranti, ormoni. E tanto cibo spazzatura: merendine, snack, stuzzichini, hamburger, patatine fritte, etc.

Il termine cibo spazzatura è stato utilizzato per la prima volta nel 1951 da Michael Johann Jacobson (nella forma inglese junk food). Per indicare cibo considerato malsano a causa del suo bassissimo valore nutrizionale e all’elevato contenuto di grassi o zuccheri.

Fatica fisica

Nel 1900 tutti facevano molta fatica fisica durante la loro vita. Non c’erano automobili, aerei, motorini. L’acqua bisognava andarla a prendere, come la legna per scaldarsi. Non c’erano lavatrici e lavastoviglie. E così via.

Oggi molte persone si alzano. Prendono l’automobile. Vanno al lavoro. Prendono l’ascensore. Raggiungono l’ufficio. Stanno sedute tutto il giorno. Alla sera riprendono l’ascensore e l’automobile. Arrivano a casa, cenano e guardano la televisione in poltrona.

Sforzo fisico zero.

Benessere psicologico

Nel 1900 vivevamo una vita faticosa e mangiavamo poco. I ritmi della vita erano però molto diversi. Oggi siamo sempre di fretta, immersi nel caos, stressati, ansiosi, preoccupati.  Quando non affetti da veri e propri problemi come depressione e ansia più o meno latenti.

A testimonianza di ciò basta analizzare come il consumo di psicofarmaci. In continuo aumento.

Genetica

In questi 120 anni non possono esserci stati cambiamenti nel nostro DNA.

Questi cambiamenti richiedono migliaia di anni di adattamento continuo all’ambiente che ci circonda.

Ci portiamo con noi un patrimonio genetico ancestrale. Che si è evoluto in milioni di anni. Da quando circa 4,5 milioni di anni fa sono comparsi i primi ominidi. Poi 2,5 milioni di anni fa è comparso il genere Homo. Circa 200.000 anni fa la specie homo sapiens a cui apparteniamo. In questi milioni di anni i nostri antenati vivevano come raccoglitori e cacciatori. Mangiavano bacche, erbe, frutta selvatiche. Ogni tanto cacciavano un animale o pescavano pesci. Erano più i giorni in cui non si mangiava rispetto a quelli in cui si mangiava poco.

I nostri geni si sono evoluti con lo scopo di affrontare queste condizioni ambientali. Di accumulare più calorie possibili quando c’era cibo. In vista dei periodi in cui non c’era.

Un meccanismo che è ancora più ancestrale perché appartiene anche al lievito, ai moschini, ai topi.

In 120 anni un uomo programmato per accumulare tutte le calorie possibili si è trovato in un ambiente ricco di cibo calorico. In cui non fa sforzo fisico (non brucia calorie). Pieno di stress, che nella maggior parte dei casi favorisce l’accumulo di grasso.

Scomparse le malattie infettive che ci uccidevano in giovane età, il benessere e la scienza ci permette di vivere più a lungo. In un ambiente che getta le base delle moderne malattie e delle nuove cause di mortalità. Che abbiamo prima elencato.

Quello che sappiamo oggi

In realtà la ricerca scientifica degli ultimi 50 anni ha fatto ulteriori passi da gigante. Ha compreso molti meccanismi che prima non conosceva.

Sappiamo che:

  1. I geni che ereditiamo dai nostri genitori sono responsabili della nostra aspettativa di vita e delle malattie croniche solo per il 25 %. Il resto è dovuto all’ambiente, al nostro stile di vita.
  2. Le malattie croniche di cui abbiamo parlato hanno una base comune. Nascono da danni metabolico molecolari simili. Che affondano le loro radici nello stile di vita che si è affermato rapidamente in questi ultimi decenni.
  3. Queste malattie impiegano dai 30 ai 40 anni per svilupparsi, senza sintomi. Un infarto o un tumore maligno non di forma un anno prima ma impiega decenni a svilupparsi.
  4. L’organizzazione mondiale della sanità ci dice che: 80% delle malattie cardiovascolari ed ictus e 50 % dei tumori si possono prevenire.
  5. Intervenire quando si manifestano, per esempio compare l’infarto, non è certo la strategia migliore.
  6. Infine oggi sappiamo, con solide basi scientifiche, come prevenire queste malattie croniche.

Queste conoscenze possono essere alla base di una nuova medicina che ci accompagna giorno per giorno.

Entriamo nella scienza: le conoscenze assodate 

Vediamo ora le conoscenze su cui vi è ampio accordo scientifico. Documentato da moltissimi lavori, pubblicati sulle più importanti riviste.

Stiamo parlando di scienza. Non di fede o credenze.

Facciamo un esempio: la dieta del gruppo sanguigno. Con quanti lavori scientifici pubblicati si è dimostrato che funziona? Nessuno!

Quindi è del tutto lecito seguirla. Ma si fa un atto di fede. Non ci sono prove che funzioni.

Alimentazione: apporto calorico e qualità dei cibi

Moltissimi studi partiti nel 1934 evidenziano come ridurre l’apporto di calorie è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione per vivere sani e a lungo.

Questo funziona negli animali da esperimento e soprattutto nell’uomo. Ci permette di vivere di più senza malattie croniche.

L’altro grande fattore che influenza il nostro benessere e la longevità è la qualità dei cibi che mangiamo.

Attività fisica: cardine per una vita sana e lunga

Si potrebbe dire: “ lo sanno tutti che fare sport fa bene. Non serve la scienza”.

In realtà avere una consapevolezza di ciò che realmente sappiamo può aiutare molto. Il dato è assodato. Fare attività fisica evita l’insorgere delle malattie croniche e ci permette di vivere di più e sani. Certo inserire nella nostra vita la giusta attività fisica in maniera personalizzata è un’altro discorso. Ma si può fare.

Ricordandoci però che lo sport non è il sostituto di una dieta sana.  Devono andare di pari passo nella costruzione del nostro stile di vita per vivere sani e a lungo.

Benessere psicologico: essenziale nella nostra seocietà

Siamo al terzo cardine nella costruzione di uno stile di vita che ci permetta di vivere sani e a lungo. Spesso trascurato. In realtà sappiamo che malessere psicologico e stress sono condizioni che favoriscono tutte le malattie croniche che abbiamo visto in precedenza. E ci fanno vivere male e di meno.

Oggi purtroppo siamo sempre di fretta, immersi nel caos, stressati, ansiosi, preoccupati.  Quando non affetti da veri e propri problemi come depressione e ansia più o meno latenti.

Esami di controllo periodici ad integrazione

Imparare a mangiare in modo sano, fare la giusta attività fisica e curare il proprio benessere psicologico è fondamentale.

A questi tre cardini se ne aggiunge un quarto. Fare periodicamente i principali esami ematochimici. Eseguire le vaccinazioni indicate per la proprietà età.

Anche per valutare se sono necessarie integrazioni che si possono aggiungere ad una sana alimentazione.

Ferro: essenziale per la salute

Vitamina D: salute non solo per le ossa

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Vitamina E: dove si trova e tutte le sue proprietà

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Curcumina: biodisponibilità, proprietà e benefici

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Aloe vera: tutti i suoi benefici e qualche effetto collaterale 

Olio di argan puro: caratteristiche, benefici, indicazioni e come utilizzarlo

Prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo

E’ necessario capire come curare l’ambiente in cui viviamo. L’ambiente della casa. Dove trascorriamo i momenti di riposo con la nostra famiglia. Deve essere un ambiente sano. Che eviti rischi per la salute. Che sia anzi in grado di aiutarci a costruire uno stile di vita sano e longevo.

Bioarchitettura e home wellness: vivere il benessere

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Inquinanti dentro casa: come difendersi con efficacia

Materasso: come scegliere quello giusto

Dobbiamo imparare a conoscere anche l’ambiente al di fuori della nostra casa.  Per evitarne, per quanto possibile i rischi. Poter contribuire a renderlo più salubre per tutti.

Con un corretto stile di vita si mette in atto anche una azione concreta di cura dell’ambiente. Un’alimentazione sana, con cui abbiamo imparato a scegliere i cibi migliori e nella quantità giusta  contribuisce notevolmente a ridurre gli allevamenti intensivi di animali. Che sono tra i fattori più inquinanti del mondo occidentale.

Una nuova medicina

Una nuova medicina non è solo possibile, ma doverosa. Una medicina che ci accompagni nella costruzione di uno stile di vita che previene la maggior parte delle malattie croniche. Permettendoci una vita lunga e sana. In benessere.

Attraverso una corretta alimentazione, un’adeguata attività fisica e la capacità di coltivare il benessere psicologico. Sulla base non di annunci sensazionali ma delle ricerche scientifiche acquisite negli ultimi 50 anni.

Senza propinare diete insapore, ore di corsa tutto il giorno e psicologi su psicologi, vissuti come una condanna. Ma che sappia insegnarci in maniera personalizzata, il nostro stile di vita. Costruito su misura per ogni persona.

In maniera ricca, saporita, felice, giocosa. Insegnandoci ad alimentarci e perché no, a cucinare. A fare un’attività fisica adeguata alle nostre caratteristiche. Prenderci cura della nostra salute psicologica. A controllare lo stress.

Basta imparare a farlo nel modo giusto, con i giusti consigli, seguiti nel modo corretto. Associando esami di controllo periodici per valutare il nostro stato di benessere. Con i giusti tempi.

Non basta un articolo

Per fare questo non basta leggere un articolo per quanto completo possa essere. Bisogna essere accompagnati da specialisti nel corso del tempo. Imparare strada facendo. Imparare a conoscere se stessi. A prendersi cura di quello che mangiamo. Del movimento di cui abbiamo bisogno. Ad affrontare lo stress, nelle forme in cui lo incontriamo.

Senza farsi ingannare da chi propone l’integratore o il superfood miracoloso. Oppure mangia l’avocado e la spirulina e previeni le malattie croniche. Le cose sono molto più complesse. Serve imparare le basi di uno stile di vita adeguato. Portarlo avanti per tutta la vita. Iniziando il prima possibile.

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