Restrizione calorica promette una vita lunga e sana

Restrizione calorica: promette una vita lunga e sana

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La restrizione calorica è la riduzione dell’apporto di calorie fatta quotidianamente per periodi di tempo più o meno lunghi. E’, al momento, l’intervento più potente che permette di allungare la vita in salute in diverse specie animali, uomo compreso.

La prima pubblicazione che tratta l’argomento del rapporto tra apporto di calorie e longevità nel topo e del 1935. L’autore è Clive Maine McCay. Un biochimico, nutrizionista, gerontologo e professore americano di zootecnia alla Cornell University.

The Effect of Retarded Growth Upon the Length of Life Span and Upon the Ultimate Body Size: One Figure. M. McCay, Mary F. Crowell, L. A. Maynard. The Journal of Nutrition, Volume 10, Issue 1, July 1935

Questo studio ha aperto la strada alla ricerca della comprensione dei meccanismi dell’invecchiamento e dell’apporto calorico. Da allora la ricerca scientifica nel campo ha prodotto numerosissimi risultati. Tra le specie più studiate ricordiamo: lievito, elminti, drosophila (moschini), pesci, topi, scimmie e uomo.

Risultati della restrizione calorica nel topo

Nel topo da esperimento si sono ottenuti i risultati migliori.  Stiamo parlando di una restrizione calorica senza malnutrizione. Cioè di diete studiate per garantire tutti i macro e micronutrienti necessari alla vita dei roditori.

Diversi studi hanno messo in evidenza come una restrizione calorica del 40% circa per tutta la vita può aumentare la vita massima del 50%.

Non solo longevità dei topi. Anche salute. Infatti questi regimi di restrizione calorica proteggono dalle malattie legate all’invecchiamento. La maggior parte dei topi non sviluppano cancro, diabete,  nefropatie, cardiomiopatia, obesità , neurodegenerazione, malattie autoimmuni.

Circa il 30% di questi roditori muoiono senza una causa apparente. Potremmo dire che muoiono di vecchiaia. Cosa vuol dire: alla autopsia dopo la morte non è rilevata nessuna causa di morte specifica.

Overview of caloric restriction and ageing. Masoro EJ1. Mech Ageing Dev. 2005 Sep

Dal topo alla scimmia

Gli studi sulla restrizione calorica nelle scimmie sono due, entrambi negli Stati Uniti. Il primo è il NIA CR study. Iniziato in 1987 presso il NIH Animal Center di Poolesville. Il secondo è il rhesus monkey CR and ageing study condotto dal 1989 presso il Wisconsin National Primate Research Center (WNPRC).

Le scimmie utilizzate sono le macaca mulatta o macaco rhesus. In cattività hanno un’aspettativa di vita di circa 27 anni. Non in cattività vivono meno.

Anche in questo caso la restrizione calorica è stata adotta per tutta la vita. Le calorie sono state ridotte dal 20 al 30%. Le diete erano studiate per garantire una restrizione calorica senza malnutrizione. Il confronto è stato fatto con gruppi di scimmie con caratteristiche simili per età a dieta libera.

La sopravvivenza è aumentata in un terzo delle scimmie. Che ha vissuto circa 40 anni. L’equivalente nell’uomo di circa 120 anni. L’ultima che è morta ha vissuto 43 anni. Il record di longevità per questa specie. Circa 129 anni per l’uomo. La cosa più importante oltre alla longevità è comunque anche in questo caso la qualità della vita vissuta in più.

In quasi tutte le scimmie il diabete è stato completamente prevenuto. Si è avuto una riduzione di cancro e malattie cardiovascolari del 50%Anche in questo caso un allungamento della vita in salute.

Va sottolineato come questi studi abbiano forti limiti. Le scimmie erano in cattività. I dati sulla sopravvivenza sono diversi tra i due studi. Più marcati nello studio presso il Wisconsin National Primate Research Center. Meno nello studio NIA. Nelle popolazioni di controllo la dieta libera può aver causato degli eccessi. Gli effetti sono meno evidenti dei topi.

Fatte queste precisazioni le indicazioni sono però chiare. Se le scimmie mangiano meno vivono di più. Soprattutto si prevengono molte delle malattie croniche associate con l’invecchiamento. Cioè cancro, malattie cardiovascolari e ictus.

Caloric restriction improves health and survival of rhesus monkeys. Julie A. Mattison, Rozalyn M. Andersonb. Nat Commun. 2017; 8

Restrizione calorica nell’uomo

Per analizzare gli effetti della restrizione calorica nell’uomo partiamo da due esperimenti “spontanei”.

Durante la prima guerra mondiale nel 1917, uomini e donne danesi furono costretti a ridurre il consumo di cibo per 2 anni. Grazie agli interventi del governo il consumo di alimenti fu ben pianificato. Infatti furono distribuiti cereali integrali, verdure e latte. Il risultato di questo esperimento indesiderato fu un’impressionante riduzione del 34% dei tassi di mortalità.

The effect of food restriction during war on mortality in Copenhagen. Hindhede M. Journal of the American Medical Association. 1920;74

Altro esperimento spontaneo si ebbe in Norvegia durante la Seconda Guerra Mondiale. I cittadini di Oslo subirono una restrizione calorica forzata del 20% senza malnutrizione per circa 4 anni (1941-1945). Anche qui i norvegesi ricevettero un’adeguata assunzione di verdure fresche, patate, pesce e cereali integrali. In questo esperimento forzato, la mortalità è diminuita del 30% rispetto al livello prebellico sia negli uomini che nelle donne.

I centenari di Okinawa

Un altro esperimento di restrizione calorica naturale ha avuto luogo a Okinawa. Una bellissima isola situata a 640 chilometri a sud del Giappone continentale. Dagli anni 70 sono state studiate sei decadi della popolazione. Concentrandosi sugli abitanti con più di 65 anni. Circa 50 persone su 100.000 avevano almeno 100 anni. Questo era circa 4-5 volte superiore al numero di centenari residenti in qualsiasi altro paese industrializzato.

La vita media era più alta della vita media degli altri giapponesi. Nettamente più alta di quella degli americani. La mortalità per infarto e cancro era nettamente inferiore rispetto alla popolazione media giapponese e americana

Gli abitanti di Okinawa consumavano circa il 17% in meno di calorie rispetto alla media degli adulti in Giappone. Il 40% in meno rispetto alla media degli adulti negli Stati Uniti. 

La dieta di Okinawa è anche a basso contenuto di proteine ​​e ricca di verdure fresche, frutta, patate dolci, soia e pesce. 

Negli anni 60 la presenza delle basi militari americane ha favorito una occidentalizzazione della dieta. Cioè la dieta di okinawa è diventata simile a quella degli Stati Uniti. Sono aumentati: obesità, cancro, infarti, ictus e mortalità. Nel 2010, l’aspettativa di vita per i neonati a Okinawa è uguale a quella  dei neonati del Giappone continentale. Che è comunque una delle più alte al mondo.

Gli studi CALERIE

Sono due gruppi di studi chiamati CALERIE (Comprehensive Assessment of Long-term Effects of Reducing Intake of Energy). Hanno come caratteristica una restrizione calorica di circa il 20-25%. Una durata che varia dai 6 ai 24 mesi. Sono finanziati dal National Institute of Aging degli Stati Uniti.

I volontari randomizzati negli studi CALERIE-1 erano per lo più in sovrappeso. Negli studi CALERIE 2 erano invece sani, giovani e di mezza età (21–51 anni), non obesi. Con un indice di massa corporea tra 22 e 27,8 kg/m2.

Negli studi CALERIE-1 dopo 6 mesi si è assistito ad una importante perdita di peso. Complessivamente questi studi attestano la sicurezza di una restrizione calorica senza malnutrizione della durata di due anni. Tutti parametri di rischio cardiovascolare sono miglioratiColesterolo totale, colesterolo LDL, trigliceridi, proteine ​​C-reattive, TNFα, pressione sanguigna, glicemia ed insulina sono diminuiti significativamente. Il colesterolo HDL è aumentato. C’è stato un miglioramento dello stato ossidativo in tutti i partecipanti. Una riduzione della leptina e dell’ormone della tiroide T3. Non ci sono state modificazioni nei livelli di IGF-1 e cortisolo.

La Caloric Restriction Society

Dal gennaio del 1993 negli Stati Uniti esiste la Caloric Restriction SocietyI membri seguono una rigorosa restrizione calorica del 30%. Dal 200 la loro dieta e seguita in maniera costante da nutrizionisti e medici dalla Washington University Medical School in Saint Louis guidati dall’italiano Luigi Fontana. È importante sottolineare che la loro dieta soddisfa tutte le raccomandazioni dietetiche per i nutrienti essenziali. È molto ricca di fibre vegetali e alimenti a basso contenuto glicemico. Ricchi di un’ampia varietà di sostanze fitochimiche. Tutti fattori che possono modulare la salute metabolica indipendentemente dall’assunzione calorica.

Gli studi sulla salute di questi volontari hanno evidenziato risultati molto importanti. Confrontati con soggetti di controllo della stessa età che fanno dieta americana tradizionale. 

Hanno una riduzione di grasso addominale e viscerale misurato con la RMN. Colesterolo totale e LDL, trigliceridi,  pressione arteriosa, indici di infiammazione (proteina C reattiva, TNFα, IL6), insulina, glicemia si sono notevolmente abbassati. Il colesterolo buono HDL si è alzatoA livello delle arterie carotidi non vi è aumento dello spessore della parete. Controllato con ecografia delle arterie della carotide. 

La funzionalità del cuore controllata con ecocardiografia è paragonabile a quella di uomini e donne di circa 20 anni più giovani.

Long-term caloric restriction ameliorates the decline in diastolic function in humans. Fontana L, Meyer TE, Klein S, Holloszy JO. Journal of the American College of Cardiology. 2006 Jan 17

Le biopsie del muscolo evidenziano caratteristiche simili a quelle di un muscolo di circa 20 anni più giovane.

Gli effetti della restrizione calorica

Possiamo riassumere gli effetti positivi della restrizione di calorie assunte: 

  • perdita di peso, soprattutto del grasso addominale
  • migliora il profilo lipidico: riduce colesterolo totale, LDL, e i trigliceridi, aumenta il colesterolo HDL
  • riduce la pressione arteriosa  (nella gamma 110/70)
  • aumenta la sensibilità all’insulina, riducendo i livelli di glucosio e della stessa insulina
  • controlla l’infiammazione (bassa PCR, TNFα, IL6)
  • riduce i livelli di testosterone e estradiolo
  • migliora lo stress ossidativo 
  • mantiene la parete delle arterie carotidi pulite
  • favorisce la funzionalità del cuore 
  • migliora il metabolismo del muscolo

Effetti importantissimi che nessun cocktail di farmaci riesce ad avere.

I meccanismi degli effetti benefici

Non sono ancora del tutto chiari i meccanismi molecolari di questi effetti. Come dimostrato dalle biopsie dei muscoli dei membri della società di restrizione calorica americana, probabilmente viene ridotto lo stimolo della via INSULINA/IGF1/TOR. Via presente in tutte le cellule del nostro corpo. Un sistema ancestrale che risponde alla quantità di calorie che introduciamo con la dieta.

Se poco stimolata questa ha numerosi effetti. Favorisce la pulizia da parte delle cellule del materiale danneggiato che si accumula al loro interno. Migliora le difese contro lo stress ossidativo. Rallenta la replicazione cellulare. Favorisce la riparazione del DNA danneggiato. Queste due ultime funzioni sono alla base dello sviluppo del cancro.

Conclusioni

Questi studi in continua evoluzione sulla restrizione calorica non fanno che confermare quello che si sa sul nostro stile di vita occidentale.

Il benessere ci ha portato a mangiare troppo, ad assumere troppe calorie. Ad essere sempre più sedentari. Non bruciando le calorie che accumuliamo. Questi fattori sono alla base delle principali cause di malattia e morte: cancro, malattie del cuore, ictus cerebrale, diabete, obesità.

Migliorare la nostra alimentazione e fare attività fisica sono i cardini per prevenire queste malattie.

La restrizione calorica continua non deve essere assolutamente improvvisata con il fai da te

Può essere gestita solo da medici esperti. Anche perché deve essere una restrizione calorica continua ma lieve. Ricordandoci che una restrizione di calorie importante si può avere anche con tecniche di digiuno intermittente, di modulazione dell’assunzione di calorie nel corso della giornata e mangiando i cibi giusti e sani.

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