Fibromialgia una vera malattia spesso invalidante

Fibromialgia: una vera malattia spesso invalidante

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La fibromialgia è una vera malattia. In alcuni casi molto invalidante. Una patologia che, comunque, compromette sempre molto la qualità della vita dei pazienti. Non è per nulla immaginaria ne psicosomatica. E’ conosciuta anche come sindrome fibromialgica o fibromialgia reumatica.

Cos’è la fibromialgia

E’ una sindrome dolorosa cronica. Caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso. Dalla presenza di punti dolorosi localizzati in specifiche sedi. Chiamate tender points.
L’organizzazione mondiale della sanità la riconosce come malattia reumatica sono nel 1992.

In Italia è da poco iniziato l’iter per inserire la fibromialgia nei LEA (livelli essenziali di assistenza). Come malattia rara. Per poter garantire alle persone affette le cure adeguate.

Non è una malattia rara. Affligge in Italia circa 1.000.000 di persone. E’ fino a sette volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini. La diagnosi è difficile. Infatti non esistono esami di laboratorio o strumentali che mostrano alterazioni. E’ sicuramente sottodiagnosticata. Molte persone che ne soffrono non hanno le cure giuste o non si curano per niente.

Di fibromialgia non si muore. Anzi la sua evoluzione nel tempo può essere favorevole. La qualità della vita dei pazienti è però molto compromessa. Spesso invalidante. La terapia è complessa e deve essere estremamente personalizzata. Fondamentale è un adeguato supporto psicologico.

Le sue forme

La fibromialgia può essere primitiva. In circa il 60% dei casi. Cioè non associata ad altre malattie. Nel 40 % dei casi può essere associata a malattie reumatiche come: artrite reumatoide, connettiviti sistemiche, osteoartrosi. Oppure a malattie infettive ed endocrine.

Le cause della fibromialgia

Non sono ancora del tutto chiare le sue cause. Alla base della fibromialgia vi è una predisposizione genetica su cui possono agire vari fattori ambientali.

Nella sua origine sono coinvolti diversi geni che controllano il dolore, il sonno e l’umore. Sono geni che prendono parte nel funzionamento di alcuni neurotrasmettitori: serotonina, dopamina e catecolamine. Soprattutto a livello centrale. Cioè nel cervello.

I neurotrasmettitori sono sostanze di fondamentale importanza nella comunicazione tra le cellule nervose. Nei pazienti affetti da fibromialgia funzionano meglio i neurotrasmettitori che favoriscono la possibilità di avvertire il dolore. Cioè: sostanza P, nerve growth factor, neurochinina A e glutammato.

Mentre funzionano meno bene i neurotrasmettitori che riducono la capacità di avvertire dolore. Cioè: noradrenalina, endorfine, serotonina, adenosina.

Il dolore viene avvertito molto più facilmente, anche per stimoli che generalmente non lo provocano (allodinia). Oppure viene avvertito molto di più rispetto alle persone non affette da questa malattia (iperalgesia). Il sesso femminile è più esposto probabilmente perché nelle donne vi è una minor produzione oppioidi endogeni (endorfine)

Sostanze che favoriscono o inibiscono il dolore
Sostanze che favoriscono o inibiscono il dolore

Fattori ambientali

Alla base della malattia vi è questa particolare organizzazione dei neurotrasmettitori. Che favorisce la percezione del dolore per stimoli anche non dolorosi.
Su questa organizzazione agiscono i fattori ambientali, che possono agire anche da fattore scatenante, cioè:

  • problemi familiari o sociali
  • difetto di autostima, personalità depressa, passiva
  • lavoro manuale non gratificante
  • movimenti ripetitivi
  • mantenimento di posture scorrette
  • traumi pregressi
  • malattie croniche dolorose
  • fumo di sigaretta
  • alcolici

Sintomi

Il dolore è il sintomo cardine della fibromialgia. La sensazione può essere: “mi fa male dappertutto”. Un dolore diffuso muscolo-scheletrico riferito in molteplici aree. Che viene descritto come profondo, persistente, diffuso, martellante, molto spesso continuo.

Altri sintomi caratteristici sono la rigidità muscolare e articolare. Soprattutto al mattino. Il senso di stanchezza, affaticamento e facile stancabilità muscolare.

Il così detto fibro-fog è un altro sintomo molto diffuso tra i pazienti. Cioè la nebbia mentale, la confusione mentale. L’incapacità di afferrare la realtà. Si tratta di una sensazione vaga nella quale ti sforzi di concentrarti. Comprende disturbi della memoria.

Nel 90% dei casi vi sono disturbi del sonno. Un sonno che non porta riposo. Con assenza di sono profondo e tipiche anomalie alfa-delta.

Nel 40-60% dei casi sono presenti cefalea muscolo-tensiva ed emicrania. Colon irritabile e dispepsia.

Altre manifestazioni che possono associarsi alla fibromialgia sono:

  • dismenorrea e vescica irritabile
  • parestesie (sensazione di torpore o formicolio lungo gli arti), crampi
  • fenomeno di Raynaud
  • sensazione di gonfiore dei tessuti molli delle articolazioni
  • vertigini
  • sindrome delle gambe senza riposo
  • secchezza delle mucose
  • sintomi pseudo-allergici e ipersensibilità ai farmaci
  • fitte intercostali
  • nevralgie (tra cui sciatica e trigemino)
  • mastodinia (dolore al seno)
  • dolore temporo-mandibolare spesso scambiato per mal di denti
  • otalgia
  • ansia
  • depressione

Fattori modulati

Vi sono vari fattori che possono influenzare la sintomatologia dolorosa.

Fattori peggiorativi:

  • eventi stressanti (familiari, lavorativi, sociali)
  • variazioni atmosferiche e clima freddo e umido
  • inattività fisica
  • iperattività fisica

Fattori che possono invece migliorare i sintomi:

  • attività fisica moderata
  • sonno ristoratore
  • applicazione di calore
  • clima caldo e secco

Diagnosi

Come già accennato la diagnosi non è semplice. Prima di tutto la malattia non è ancore conosciuta nel modo adeguato. Anche da parte di molti medici. Essendo gli esami negativi si tende a attribuire i sintomi a forme psicosomatiche. Si tende a sottovalutarli.

In realtà vi sono precisi criteri di diagnosi messi a punto dall’American College of Rheumatology a partire dal 1990. L’ultima revisione è del 2013.

La diagnosi si fa quando il dolore muscolo-scheletrico diffuso è presente da almeno 3 mesi consecutivamente. E quando vi è dolorabilità alla palpazione durante la visita medica di almeno 11 dei 18 tender points bilaterali. La tecnica più semplice per testare i tender points è la pressione con un dito di circa 4 Kg./cm2. Pari allo sbiancamento del letto ungueale alla pressione.

Ci deve essere affaticamento e disturbi della sfera cognitiva (fibro-fog). Vanno escluse altre malattie caratterizzate dal dolore con esami del sangue e strumentali.

Tender points

Le aree dolorose che vanno controllate bilateralmente nella visita sono:

  • Cingolo scapolare
  • Braccio
  • Avambraccio
  • Anca (gluteo-trocantere)
  • Coscia
  • Gamba
  • Mascella
  • Torace
  • Addome
  • Area dorsale
  • Area lombare
  • Collo

Le cure per la fibromialgia

E’ fondamentale rivolgersi a medici che conoscono bene la malattia. Serve un approccio al paziente con fibromialgia di grande disponibilità umana e di tempo. La persona va educata ed informata sulla sua malattia. Rassicurata sulla sua “benignità”. Sulla necessità di una terapia che si protrae per molto tempo. Sul fatto che dalla fibromialgia non si guarisce.
La terapia deve essere molto personalizzata. Deve adattarsi al singolo paziente. Con una combinazione di trattamenti farmacologici e non-farmacologici.

Trattamenti farmacologici

I cortisonici e molti farmaci antinfiammatori non steroidei non funzionano. Hanno effetto i farmaci che agiscono sulla concentrazione dei neurotrasmettitori a livello del cervello. Come alcuni antidepressivi o antiepilettici.

Il Tramadolo è raccomandato per la cura del dolore. Analgesici semplici come il paracetamolo possono essere considerati. Gli antidepressivi (amitriptilina, fluoxetina, duloxetina, paroxetina) riducono il dolore e spesso migliorano le funzioni. Il Pramipexolo ed il Pregabalin riducono il dolore. Possono trovare impiego anche farmaci miorilassanti.

Trattamenti non farmacologici

Sono importanti come i farmaci. Alcune volte di più. In primo luogo un’attività fisica adeguata e regolare. Aumentando con estrema gradualità il carico. Soprattutto la ginnastica in acqua calda. Il calore è un arma da utilizzare nel modo giusto.

Tecniche di riabilitazione e fisioterapia devono essere considerate quasi sempre. A queste possiamo aggiungere terapie termali adeguate.

La terapia cognitiva e un adeguato supporto psicologico vanno sempre presi in considerazione.

In molti pazienti funziona l’agopuntura. Questa tecnica altera la produzione di diversi neurotrasmettitori. Sia a livello cerebrale che spinale. Molti pazienti entro i 2 anni dalla diagnosi si affidano all’agopuntura traendone grandi benefici. Un miglioramento che non comporta effetti collaterali. Aspetto molto importante.

Tutte le tecniche di rilassamento possono essere utili: stretching, yoga, tai chi, meditazione minfulness.

Ma anche:

  • fare una lista di pochi impegni giornalieri e rispettarla evitando accumuli e stress eccessivi
  • seguire un ritmo regolare per gli impegni quotidiani in modo da non fare troppi sforzi tutti i una volta
  • seguire una dieta bilanciata e sana, evitando di mangiare troppo nei singoli pasti
  • imparare a delegare e chiedere aiuto a familiari, amici e colleghi di lavoro
  • far riferimento ad associazioni di pazienti con fibromialgia
  • cercare di mantenere un atteggiamento positivo
  • ritagliarsi del tempo per curare i propri hobby
  • trascorrere più tempo possibile nella natura con delle passeggiate rilassanti

Le associazioni di pazienti con fibromialgia:

Associazione AISF ONLUS (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica)

Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare

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